La trasmissione di Dino Lavan: i trader italiani sono ancora troppo pochi

Troppi italiani lasciano che altre persone mettano le mani nel proprio portafogli. Impara tu stesso ad investire 

Il programma radiofonico di Dino Lavan ha un tema che si ripete costantemente: il mondo del trading italiano è ancora molto chiuso in se stesso, è troppo elitario, sembra persino ricoperto di un’esclusiva aura di mistero.

La trasmissione di Dino Lavan

Dino è chiaramente determinato a vincere la sua battaglia: sconfiggere le limitazioni che restringono questa pratica ad un gruppo minimo di persone. Il suo desiderio è quello di diffondere le sue conoscenze in materia e, con l’aiuto di esperti nel settore, affiancare coloro che ne sono incuriositi ma non hanno il coraggio di fare il grande salto.

“Ho sempre sostenuto una tesi a favore di un mercato più democratico” afferma Dino “e ho sempre agito per diffondere, rendere democratico e alla portata di tutti, il trading.”
Le difficoltà sono tuttora presenti, nonostante la posizione raggiunta: “Spesso vengo accusato di banalizzare le difficoltà di questo lavoro, mi dicono che insegnare a delle persone comuni l’utilizzo delle opzioni binarie è sbagliato e pericolosissimo”.

Ma chi è che glielo dice?

“Beh – sorride – spesso sono consulenti finanziari.”
Ma questo fenomeno è tipicamente italiano

Dino ha frequentato corsi e scuole di trading negli USA, dove questa realtà oligarchica nei confronti del mercato finanziario sembrava particolarmente bassa, se non assente: “Spesso partecipavo a seminari in compagnia di ragazzi giovani e nonnine settentenni con capelli tinti di colori pastello. Tutti insieme discutevamo liberamente di Calendar Spread o di strategie di investimento”.
Negli USA è comune che ciascuno acquisisca le competenze necessarie per investire i propri soldi.
In Italia, invece, sembra che sia presente un sistema di potere riservato a pochi.

È davvero così facile?
“Credo che chiunque possa diventare un trader indipendente nel mercato finanziario” ribadisce Dino, “e c’è un ulteriore motivo per il quale tendo a ricevere ostilità continue: io non insegno i metodi più conosciuti e pubblicizzati in Italia, ovvero lo scalping e il trading, né consiglio di investire con le azioni del mercato globale”.

Ci spiega: “Andando contro a quasi tutti, al contrario, io sconsiglio di investire in azioni sul mercato globale e sconsiglio di fare scalping in piattaforme poco affidabili, cioè la compravendita rapida che, a mio avviso, stressa inutilmente chi la fa e ha vantaggi solamente per la piattaforma truffa”. Il mercato online, infatti, è ricco di scam e raggiri, e questo è uno dei più comuni.
“Consiglio invece di investire proprio sul mercato italiano, ed il mio programma radiofonico è stato il primo in Italia ad andare contro agli stereotipi e alle false idee presenti nel mondo del trading.”
Chiunque può dedicare pochi minuti al giorno al trading, per controllare e aggiustare gli investimenti, senza stress.

“Da poco tempo ci occupiamo anche di un altro metodo di trading che si è affermato recentemente: il Forex” ci aggiorna Dino.
Con il Forex è possibile investire nel mercato delle valute, attività possibile solamente alle banche sino a pochi anni fa. Ora diverse piattaforme la hanno resa alla portata di tutti.
“Il Forex è uno strumento di trading davvero conveniente: non solo è assolutamente immune dagli eventi che influenzano il mercato azionario, ma è anche sostanzialmente immune dalle crisi economiche globali.”
Si tratta di un trading molto tecnico, “ma le conoscenze e competenze si possono facilmente imparare in poche settimane di seminario o ascoltando il mio programma radiofonico”.